Non sei registrato? Clicca qui, è gratuito!
martedì 18 giugno 2013
  chi siamo | servizi | contatti
  chi siamo | catalogo | collane | novità
  un libro a milano | altri eventi | contatti
 
 
 
Ricerca avanzata
Ricerca per categoria
Ricerca per autore
Ricerca per editore
 
 
Articoli
Recensioni film
Eventi
Recensioni libri
Film
Riviste
Novità
Links
Psicobiettivo 2013/1
Costruzioni psicoanalitiche 2012/2. La clinica del XXI secolo
Studi junghiani 2012/1-2. Il tempo e il non-tempo
Grounding 2012/2. "Bioenergetica e Teatro"
Annata Psicoanalitica Internazionale 2012
Duplicità e complexio del Sé nella psicologia archetipica di Jung ed Hillman
Diego Pignatelli Spinazzola
 
 
Recensioni libri vai alla scheda del libro | invia la tua recensione | torna
   
LUOGHI DEL DESIDERIO
Percorsi dell'individuazione personale
Autore: Matilde Morrone Mozzi, 
Editore: Cittadella
Anno: 2002
...
 

Recensione di: Claudia Reghenzi
Inserita il: 29/09/2004

 

Se le cose hanno un’anima, i desideri hanno un luogo, un abitare poiesico che fa da levatrice alla loro incubazione e al loro manifestarsi.
Nel sottofondo delle parole, che Matilde Morroni Mozzi utilizza come ardenti pennellate caravaggesche che, proprio nel gioco delle luci e delle ombre, rendono inconfondibile lo stile della pittura, emerge sin dall’inizio una realtà altra da quella narrata, appena percepita dalla coscienza ma che attraversa la profondità di noi stessi, nella quale ci riconosciamo quando siamo mossi da quell’imprescindibile moto di tensione ‘verso’.
E’ la spinta del de-siderio, che già nel suo primo dirsi viene collocato nella condizione dell’umano, proprio a causa di quel “de” privativo che, come dice l’autrice, gli sottrae l’aiuto del cielo (sidera/astri). Ma che cosa si desidera in realtà? “Una vita senza desiderio che ciò che si è venga alla luce è irraccontabile” dice ancora Morroni Mozzi, e questo già introduce il lettore sulle tracce del percorso che attraversa l’intero libro. Non il desiderio di qualcosa dunque, ma il desiderare come attività irriducibile della psiche, che ha la funzione di porre ‘la giusta domanda’, ossia l’interrogarsi su ciò a cui aneliamo, aspiriamo, su chi siamo; è evidente che la risposta costituisce il cammino del processo individuativo.
La prospettiva che l’autrice dà alla funzione del desiderio si pone dunque oltre la concezione dello svelamento di un contenuto rimosso dalla coscienza, come insito nella visione freudiana, per abbracciare l’indicazione suggerita da Jung che vede nel desiderio ‘il progetto’ anticipatore di un nuovo a venire che, necessariamente, deve essere accolto dalla coscienza, altrimenti esso rimarrà sempre sulla soglia inospitale della porta delle nostre possibilità. In quest’ottica il desiderio mette in moto, non si limita ad esserci. Il desiderare ci spinge infatti verso la meta, molto spesso, però s’incontrano degli ostacoli, anche tremendi, che si pongono tra la nostra volontà e l’oggetto desiderato, causando non solo sofferenza ma anche profondi conflitti interiori. Come se ne esce?
L’autrice ci aiuta nell’attraversamento, facendo ricorso alle fiabe che, come i sogni, si esprimo nel simbolo delle immagini, ovvero le parole della psiche. Nelle fiabe si nasconde l’intera storia dell’uomo, o per meglio dire, esse custodiscono l’inconscio collettivo dell’umanità travestito in forma metaforica. Le fiabe, così come l’inconscio a cui rimandano, non chiedono di essere svelate, bensì ascoltate, perché ‘in esse la psiche non si nasconde, ma si esprime, narra di sé’. E’ dunque nell’ascolto che si crea l’alchimia del nuovo che si rende a noi visibile, soltanto nella misura in cui viene immaginato, in quella personale combinazione tra la nostra coscienza e gli infiniti percorsi che l’uomo si è dato nella sua storia. Per accedere alle metafore del desiderio, suggerisce l’autrice, bisogna adottare il metodo delle fiabe, perché esse, come appunto i sogni, invitano sempre all’oltrepassamento, dalla cosa così come si mostra ai nostri occhi ai suoi possibili rinvii. In esse si riuniscono tutti gli aspetti contraddittori della psiche sotto forma di vari personaggi, nella fiaba si realizza il vero incontro con l’altro, con lo sconosciuto, nonché con l’Ombra, ed il desiderio trova la sua massima forma espressiva proprio nello sviluppo e nella via d’uscita che viene indicata.
Nel tempo reale quando ci troviamo di fronte a due alternative siamo costretti a sceglierne una escludendo l’altra, il desiderio e la fiaba le contempla invece entrambe. Il desiderio racchiude dunque in sé sia la paura dello s-confinamento che quella dell’esplorazione senza limiti.
L’autrice indaga tutti i luoghi dove il desiderio “abita”, ne analizza gli aspetti psichici, archetipici, metaforici e simbolici, in un percorso che invita a prendere coscienza di tutto ciò che ci muove, per non morire dentro il ripetersi di azioni senza senso e senza speranza, perché, come viene suggerito nel percorso eroico di Cenerentola, nessuno sa cosa si cela dietro il mistero del proprio destino e “…Solo quando il divenire individuativo della persona ha sciolto il suo nodo doloroso, può emergere improvviso l’intimo significato; e il desiderio si fa visibile e si converte in coscienza…”
Il tema dell’abitare fa da sfondo a tutto il percorso del testo come metafora della struttura narrante della psiche stessa che trova nel simbolo la “propria casa”. E ‘abitare’ è diverso dallo ‘stare in’, perché se quest’ultimo rimanda all’idea di una padronanza, di un’appropriazione del luogo da parte dell’Io, abitare rimanda piuttosto all’idea di accoglienza, ospitalità, raccoglimento, del dimorare in un luogo che ci è proprio, incubarsi per nascere nuovamente.
Tutto il testo è percorso dall’anelito della speranza e della possibilità del divenire che il desiderio accende e stimola, e le parole che l’autrice utilizza a sostegno dei suoi pensieri sono fortemente evocative, come se ogni parola bastasse di per sé ad aprire un infinito immaginario, e la reazione che suscita nel lettore non è altro che il desiderio di continuare a leggere.

claudiareghenzi@interfree.it

 
 
 
Zephyro Edizioni Srl Psicoanalisi Bookshop | P.IVA 12929740152
Piazza Vallicella, 6 - 24047 Treviglio (BG) Tel. 03631901071 - Fax 03631901053 - E-mail: info@psicoanalisibookshop.it