Mentre leggevo Ucciderò mia madre, di Michela Franco Celani, mi chiedevo
come avesse potuto una donna dolce e altruista come l'autrice, che ho avuto
il piacere di conoscere a un evento culturale, scrivere un libro così
drammatico: l'odio, un terribile odio di una figlia verso la propria madre.
Un odio che aumenta ogni giorno perché la protagonista non riesce ad aprire
il suo animo, non spiega alla madre, che ha sempre amato profondamente, il
motivo del sentimento che distrugge tutto: anche la protagonista principale
stessa a pensarci bene.
La giovane figlia ama tanto la madre perché le ha donato la vita, l'ha
sempre coinvolta in tutti gli avvenimenti della giornata, con lei ha
giocato, inventato storie: ha offerto, con intelligenza e sensibilità, tutte
le occasioni di vedere, curiosare, sapere, crescere. Un rapporto quindi di
amore totale d'ambo le parti, fatto di complicità e di tenerezze; un
rapporto così unico nel suo genere si modifica improvvisamente e diventa una
carica di negatività. Ecco che inizia l'uccisione della madre: la ragazza scopre il tradimento di colei che le ha dato la vita. Dopo il suo concepimento la mamma avrebbe
voluto sbarazzarsi di lei; la ragazza ne viene a conoscenza ascoltando una
telefonata che la madre fa a un'amica. E' stata una stilettata nel cuore e
nel cervello lo scoprire che la madre non la desiderava, anche se per breve
tempo, che era considerata inopportuna per la famiglia e forse per l'ambiente. E con grande dolore, che non riesce a chiarire con le parole,
giura che sua madre la pagherà e con determinazione gliela fa pagare fino a
distruggerla psicologicamente.
Michela Franco Celani ha scritto questo libro non solo per le donne, ma anche
per gli uomini che spesso, come dice la stessa autrice, non capiscono le bizzarrie delle loro compagne, atteggiamenti strani che possono avere avuto origine in tempi lontani, e per tutti coloro che tra i conflitti, i disagi, le lacerazioni e i sensi di colpa scoprono quanto odio si può nascondere anche nell'amore che sembra grande.
Fluido ed elegante il linguaggio, descrizioni ben rappresentate dalle immagini vivaci; personaggi interessanti dal punto di vista psicologico.
maria.luisa.sotgiu@tin.it