Nel 1929 Sigmund Freud pubblica Il disagio della civiltà, opera in cui dà vita a un’acuta riflessione sull’evoluzione della civiltà e sulle sue conseguenze rispetto alla felicità o infelicità dell’uomo, cercando di individuare le ragioni profonde del malessere a lui contemporaneo. La tesi di Freud è chiara: nonostante i progressi realizzati, l’appartenenza a una comunità umana ha un prezzo: essa esige la rinuncia del singolo ai propri soddisfacimenti pulsionali. A oltre settant’anni di distanza, la società occidentale ha subito profonde trasformazioni che si sono riflesse sulla vita degli individui, facendo emergere nuove forme del disagio psichico che hanno ampliato e reso più complesso il campo della clinica psicoanalitica. Focalizzando l’attenzione sui “nuovi sintomi” – psicosi, perversioni, personalità borderline, tossicomanie, alcolismo, bulimie, anoressie, obesità, attacchi di panico –, gli autori attraversano le frontiere estreme del lavoro psicoanalitico mettendo in luce una clinica che ha sempre più a che fare con l’agire compulsivo, la disinibizione, l’uso dell’oggetto finalizzato al puro godimento, e si confrontano con un disagio che non è più il prodotto del carattere repressivo e morale della civiltà, quanto piuttosto la risultante di una spinta al godimento che rende più difficile la costituzione della singolarità soggettiva.
INDICE: 1. La personalità borderline e la nuova clinica, di Massimo Recalcati
2. Sulla perversione, di Angelo Villa
3. Il trauma nella clinica psicoanalitica, di Luisella Brusa
4. La sfida della psicosi: prospettive teoriche e cliniche, di Massimo Recalcati
5. Teorie dell’alcolismo e delle tossicomanie, di Roberto Pozzetti
6. L’anoressia-bulimia nei modelli psicoanalitici contemporanei, di Lucia Simona Bonifati
7. Gli attacchi di panico, di Marco Focchi
8. L’obesità nelle nuove forme del sintomo, di Domenico Cosenza