La psicoanalisi, nata come metodo per la cura delle nevrosi, si è imposta successivamente come strumento di studio dell’uomo nella sua complessità, arricchendosi progressivamente di nuove esperienze e sfidando patologie mentali temibili e di difficile approccio. Questo libro tratta di come la psicoanalisi, nell'arco di poco meno di un secolo, ha affrontato l’autismo, una delle patologie più invalidanti, più complesse e tuttora poco conosciute. L'autore colloca in una cornice storica e biografica il succedersi delle nozioni teoriche e degli approcci terapeutici maturati dagli studiosi presi in esame, a ciascuno dei quali è dedicato un capitolo: dagli inizi di Freud nella Vienna di fine '800, al lavoro di Kraepelin e di Bleuler con i primi congressi di psicoanalisi dedicati all'autismo, all'italiano De Sanctis alla Klein, dalla Mahler a Kanner, Bettelheim, Meltzer, Tustin, Bion, fino a Salomon Resnik, attualmente uno dei più apprezzati e profondi conoscitori degli stati psicotici. Il volume è corredato inoltre da una ampia bibliografia, da un indice dei nomi, un indice analitico l'indice dei casi clinici affrontati dai differenti autori. |