Questo libro fornisce un contributo all’ipotesi che sia possibile una comprensione ed una conoscenza delle istituzioni attraverso i loro stessi sogni, mostrando quanto i gruppi e le persone che “fanno” e vivono una determinata istituzione ne divengano a tal fine le prime risorse. Due sono però le condizioni: quella di pensare l’istituzione come un soggetto vivente, costituito da un sistema di gruppi, e quella di concepire la mente non più solo come una dimensione individuale, ma anche come una organizzazione mentale, matrice che, come il sogno, è attiva simultaneamente, parallelamente e perennemente anche su un piano gruppale e istituzionale, come effetto della interazione dinamica prodotta dal vivente.
Le implicazioni vanno però molto oltre. Se ciò è possibile, può allora il sogno, con una specifica modalità di utilizzo, divenire uno strumento che si svincola dalla consueta permanenza su un piano di analisi individuale o gruppale, per essere utilizzabile come supporto al processo evolutivo di una istituzione?
Può diventare non solo un materiale utile per il recupero del benessere del singolo individuo, ma anche per rendere pensabile e autoregolabile il benessere gruppale o istituzionale?
Per rispondere a queste domande gli autori interrogano il rapporto fra Medicina e Psicologia, scienze che, per le loro attuali condizioni intrinseche, si offrono come terreno culturale e contestuale di incontro potenzialmente fertile per offrire alla ricerca quell’ambiente istituzionale in cui esplorare proprio questi interrogativi |