Il volume contiene una raccolta di venticinque saggi prodotti dall'impegno di ventisette studiosi (psicologi, filosofi, epistemologi, psichiatri) ciascuno dei quali esprime la propria posizione di fronte ad uno dei problemi più antichi e rilevanti nella storia del pensiero filosofico e scientifico: quello del rapporto cervello-mente, più comunemente noto come il problema mente-corpo o "mind-body problem" secondo un'espressione particolarmente cara alla tradizione filosofica anglosassone. Come spiega il curatore nella sua introduzione, questa raccolta è il naturale sviluppo di un programma di ricerca avviato nel 1983 dal Dipartimento di Individuo-Cultura-Società dell'Università di Siena per iniziativa dello stesso curatore che di tale Dipartimento era allora il direttore. A partire dagli anni cinquanta, ma ancor più nell'ultimo ventennio, l'argomento è diventato terreno di fondamentali ricerche e di decisive acquisizioni da parte delle neuro-scienze. Di qui la preferenze data al binomio cervello-mente che fa da titolo al volume e che lascia intravedere un dibattito i cui futuri protagonisti non potranno che essere gli epistemologi, i neuroscienziati e gli psicologi in un impegno crociato interdisciplinare. Gli interrogativi che il problema pone sono molto articolati, ma le domande di fondo restano queste: fino a che punto il cervello (e tutto il sistema nervoso centrale) che è indubbiamente condizione necessaria per esprimere ciò che chiamano mente, ne è anche condizione sufficiente? Come e fino a che punto gli stati celebrali hanno subito e subiscono gli effetti della cultura e dell'esperienza storica e sociale nel loro tradursi in stati mentali? Quali altre risposte, se ce ne sono, si possono dare a questo rapporto? |